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部落格


da un articolo

dopo una lunga assenza...
 
trascrivo qui degli spezzoni di un articolo bellissimo che ho letto poco tampo fa sulla rivista Internazionale (n°748, 13-19 giugno 2008)
 
"Per quanto si possa essere determinati, è difficile non subire l'influenza di chi ci circonda. Il problema non è fare quello che la città si aspetta da noi, ma non scoraggiarsi quando le cose che per noi hanno una grande importanza non interessano a nessuno. [...] A meno che uno non sia sicuro di quello che vuole fare e del posto in cui tutti gli altri lo stanno facendo, la scelta migliore è provare a vivere in diverse città finchè si è giovani. [...]Alcune persone sanno già a sedici anni che lavoro faranno da grandi. Altre sanno che faranno qualcosa di speciale ma non hanno ancora deciso se diventare una rockstar o un neurochirurgo. Se viriconoscete in questa categoria, dovrete procedere per tentativi. E probabilmente solo dopo aver trovato la città in cui vi sentite a casa capirete qual è la vostra ambizione."
 
Paul Graham "Ascoltate i discorsi delle città"

l'effetto dotazione

A un lettore che chiede un consiglio riguardo al cambiare o meno scuola per l'ultimo anno di liceo, per andare a vivere in un posto più bello e ricevere un'istruzione migliore, ma rischiando di diplomarsi con dei voti più bassi e di non entrare all'università l'economista del Financial Time risponde:
 
...sei vittima dell' "effetto dotazione": una preferenza irrazionale a tenersi quello che già si ha. C'è un esperimento che ne svela gli effetti: si fa un regalo a tutte le persone che partecipano all'esperimento e poi gli si chiede di sostituire il regalo con un'alternativa. Indipendentemente da cosa si dà in cambio, le persone, irrazionalmente, evitano lo scambio. E' irrazionale anche il tuo attaccamento a una brutta casa e a un'istruzione mediocre. Quindi ti consiglio di trasferirti a Cambridge. Certo, potrebbe rivelarsi una scelta sbagliata. Ma il rischio di un errore non giustifica l'immobilità.
 
pubblicato sul numero 718 (9/15 novembre 2007) di "Internazionale".

humans

Humans make the real unreal by making the unreal real.
(Otto Rank)

feedback

Studiando per il prossimo (molto prossimo) esame leggo:
 
La relazione è un processo che richiede un feedback
più o meno continuo sullo stato dell'altro.
 
vero...verissimo!! 
Ma poi ricordo una frase di Popper che dice:
 Chi cerca conferme le trova sempre.
 
E allora quanto è attendibile quello che leggiamo nelle risposte degli altri ai nostri comportamenti??
 
Madonna mia... sto cominiciando a pensare troppo.
Non è un buon segno!
E poi dopo un anno di Erasmus il mio cervello non è più abituato a troppo sforzo...
FERMATEMIII!!!

 

ho ascoltato

Ho ascoltato una nuova lingua
senza parole.
La sentivo ovunque
silenziosa
non tacere mai.
E ora tutto è prolisso.

la televisión es realidad

"La pantalla de la televisión es la retina de la mente, por consiguiente la pantalla de la televisión es parte de la estructura física del cerebro, de manera que todo lo que aparece en la pantalla de la televisión se convierte en una experiencia traumática para aquellos que lo ven, por lo tanto, la televisión es realidad y la realidad es mucho menos que la televisión."
desde la pelicula Videodrome de David Cronenberg
 
recorte de la tarde de ayer en el DA2 con mi chiquilla Noema y Carlos (antes de una tortilla de puta madreeeee!!)
 
[la imagen es de Hugo Alonso artista salmantino que expone ahora en el DA2 (Salamanca), para ver otras vayan a esta pagina web: http://www.flickr.com/photos/64783355@N00/]
 
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Lo schermo della televisione è la retina della mente, di conseguenza lo schermo della televisione è parte della struttura fisica del cervello, di modo che tutto ciò che appare sullo schermo della televisione si converte in una esperienza traumatica per coloro che lo vedono, perciò la televisione è realtà e la realtà è molto meno della televisione.

la farfalla...

"La farfalla non conta gli anni, ma gli istanti.
Per questo il suo breve tempo le basta."
  (Tagore)    
                       

vivo in una parentesi

 

Tutto è così effimero

- spaventoso e affascinante -

 

vivo in una parentesi

                                                                                

                                     graffa       

 

    i     v    o

e porto tutto all’estremo

della semplicità (?)

 

ripensando al passato...

 
 
"quanto tempo abbiamo perso inutilmente
seguendo dei percorsi inevitabili"
C.Consoli e M.Venuti                
Mai come ieri                       
 
- è venuta fuori nel corso di una bella conversazione ieri -

arcobaleno

 
quanta voglia avevo di rivederti    
 
 
   ...il tuo abbraccio...   
 
               tornando a casa ho incontrato l'arcobaleno

la chiarezza

"La ricerca di chiarezza comporta un piacere di cui solo ora sono pienamente consapevole. A volte, riducendo una frase alla sua struttura essenziale, questa si trasforma in una domanda, in un paradosso, in uno scherzo (stati diversi di un' unica entità, come il ghiaccio, l'acqua e il vapore).
Ciò costituisce per me un sollievo: la chairezza porta a domande, non fornisce risposte."
 
Stoller (1985)
Observing the erotic imagination

meraviglioso privilegio

"Vorrei ricordare che il meraviglioso privilegio di poter leggere come lavoro e durante la giornata è solo del magico momento universitario; poi bisogna rubare il tempo al sonno ed è una faticaccia."
 
dall'introduzione a Psicopatologia dello sviluppo di G.Fava Vizziello, una mia docente in genere non troppo amata... io personalmente la ammiro tantissimo!
 
Ho voluto trascrivere qui questa frase, perchè penso spesso a come tante volte noi studenti non ci rendiamo conto della fortuna che abbiamo ora ad avere tutto il nostro tempo a disposizione per conoscere, approfondire, capire... è un peccato non saper cogliere gli stimoli che continuamente riceviamo e accontentarsi di fare il minimo indispensabile per "passare l'esame di turno"...
 
Spero tanto di riuscire ad avere anche in futuro la possibilità e soprattutto la voglia di andare al fondo delle cose, di allargare sempre il mio orizzonte, senza accontentarmi di fermarmi a ciò che trovo già pronto.

Prigionieri del ruolo

 

PRIGIONIERI DEL RUOLO

La fatica di ottenere una laurea o un diploma, portando con sé la sensazione di aver remato controcorrente, compiendo uno sforzo disumano, adeguandosi continuamente a normative scolastiche e di apprendimento, quando non odiose, sempre o quasi estranee ai propri desideri.
Finalmente, ottenuto questo o quel ruolo, la verifica delle non poche difficoltà a trasformarlo in qualcosa che consenta di avere il necessario per vivere.
Così, l’essere umano viene murato vivo nel ruolo di ragioniere, marito, dirigente operaio etc. etc.
Ma ciò che più stupisce è che tutto ciò viene vissuto come la sola possibile soluzione dei problemi esistenziali, impedendo a se stessi e a chiunque altro di immaginare e progettare, un modo diverso di concepire il raro privilegio della vita.

 
 

dopo la pioggia

una pozzanghera

il cielo in terra                

l'amore verticale

Da una mail di Francesca...
 
E' inutile aver l'illusione di poter possedere o trattenere le persone.
E' un pensiero falso e che fa solo male.
Goditi questi momenti e cerca di trovare l'amore verticale (quello che si crea e si dissolve nell'istante).
 
ma quanto ti sta cambiando, quanto ti sta facendo cresere questa straordinaria esperienza??[Francesca è in Erasmus in Portogallo]
Mi manchi tanto ma sono davvero felice per te...
ti voglio bene!

 

to love and to suffer

To love is to suffer.
To avoid suffering one must not love.
But then one suffers from not loving.
Therefore to love is to suffer, not to love is to suffer.
To suffer is to suffer.
To be happy is to love.
To be happy is then to suffer.
But suffering makes unhappy.
Therefore, to be unhappy one must love, or love to suffer, or suffer from too much happiness.
I hope you're getting this down.
 
Woody Allen, Love and Death

la voce della verità

oggi
in biblioteca
un bambino rivolto alla mamma
"GUARDA CHE NIENTE E' IMPOSSIBILE!"
 
...perchè i grandi si dimenticano sempre cerrte cose?

shopping

Pomeriggio speso interamente nello shopping (come vuole la tradizione del sabato)... ma quanto è stressante girare per negozi?!?
Dovevo cercare un regalo per una mia amica, ma avrei sicuramente preferito starmene a casa tranquilla tranquilla o magari andare a prendermi un gelato al parco adesso che il tempo ancora lo permette!
Ma come fa una famiglia dopo un'intera settimana di lavoro a gettarsi nella folla alla ricerca dell'affare? Dove le trovano le forze?
E poi perchè i negozianti si ostinano a tenere la musica a volumi altissimi?? Come se la gente di per sè non facesse già abbastanza casino...Forse cercano di stordirti, di toglierti quelle poche forze alle quali devi fare ricorso per trattenerti dal comprare le mille cosine inutili dalle quali ti trovi circondato e che comunque vorresti a tutti i costi avere...E non ditemi che questo tipo di tentazione ce l'hanno solo le donne perchè ho visto uomini in adorazione di fronte a vetrine colorate e capi di abbigliamento (alcuni sono davvero più "fighe" di me! e non sono per forza gay!!).
E poi mi chiedo: ma come fanno quelle povere commesse? Io non resisto più di 15 minuti in un negozio affollato e una volta uscita, facendomi strada a spintoni e gomitate, mi sento ancora intontita dalla musica, dalle voci, dagli ODORI poco piacevoli...un incubo! Ma come fanno a passarci l'intera giornata?? Se qualche commessa\o stesse leggendo queste righe è pregata\o di svelarmi il suo segreto (droga anche).
 

la città sottosopra

La settimana scorsa ho partecipato a una conferenza ai pilastroni (ospedale psichiatrico di BS), alla quale hanno partecipato anche Fabio Volo (l'uomo della mia vita, anche se lui non lo sa) e Silvano Agosti. Il titolo dell incontro era "La città sottosopra" e veniva spiegato in questo modo nel volantino:
Lei c'è, Loro ci sono. Mancano gli altri.
Il problema è di chi guarda e non vede, di chi vede e non sente, di chi sente e non ascolta e, quando lo fa, è troppo tardi e non trova più nulla, perchè Lei con i suoi abitanti se n'è già andata, altrove, forse.
Lei, la città sottosopra, bizzarra, stravagante, rovesciata, e Loro, gli abitanti. Null'altro.
Per dire ciò che semplicemente si desidera, ciò che non è ancora possibile o che sarebbe potuto essere e non è stato.
La sfida, la Loro sfida è l'impossibilità e, talvolta, l'impensabilità.
Poter varcare la soglia, andare oltre, oltre il razionale, oltre il logico, oltre le singole storie che trascinano a terra più della gravità stessa, oltre il necessario che altri hanno stabilito per Loro.
Pensare e pensarsi diversi non è la conseguenza nè il segno di un delirio, ma è la strada verso casa, la strada verso luoghi lontani, lontani dai buchi neri che spazzano via l'impossibile, l'invisibile, l'inudibile.
Il problema a questo punto è solo degli Altri.
(un poeta della città sottosopra)
 
L'idea in sè era molto interessante, ma, come spesso accade, la messa in atto è stata piuttosto deludente. I discorsi sono rimasti sul banale e sul superficiale, oltretutto i tempi erano ristrettissimi. Tuttavia ho apprezzato tantissimo l'intervento di Agosti! Ha anche mostrato (uscendo magari un po' dal tema) un pezzo di un film interamente girato nella provincia di Brescia, in campagna: praticamente si ripercorre la nascita del mondo filmando dei fossi...geniale! L'uomo è simboleggiato dalla goccia d'acqua, che nasce e si unisce alle altre gocce, entrando nel loro turbinio. Addirittura Silvano ci mostrava come la luce riflessa dall'acqua desse vita a dei segni simili a ideogrammi, come se anche il torrente potesse comunicare, ma in una lingua che ci è ancora sconosciuta. 
Mi sono comprata subito il suo ultimo libro "Lettere dalla Kirghisia" (che poi mi sono fatta autografare da lui e da Fabio), e mi sono già preparata la lista dei suoi film che voglio vedermi!
Se vi incuriosisce, visitate il suo sito http://www.silvanoagosti.com.
 
"Mi emoziona poter valutare ogni nuova persona che incontro,
come un ulteriore patrimonio che la vita mi offre."
Silvano Agosti
Lettere dalla Kirghisia